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"No, non voglio una biografia: sa di necrologio. Io voglio proprio un libro, una storia magari ad episodi."
(tratto dal libro: Gigliola Frazzoni La fanciulla del west).

E’ così che la soprano vorrebbe venisse raccontata la sua vita, e anche noi qui cercheremo brevemente di raccontare, parte delle sue esperienze senza cadere nel solito elenco di date che smorzano l’entusiasmo della lettura!

La musica nella famiglia Frazzoni era di casa, il padre amava suonare con la chitarra e veniva spesso accompagnato dal canto dei figli. La soprano incomincia a prendere lezioni di canto, incoraggiata da alcuni amici di famiglia e da una cantante lirica: Valeria Manna, sua vicina di casa. La sua voce “naturalmente impostata” non poteva passare inosservata e arrivano le prime vincite ai concorsi canori.

Fece il suo primo debutto al teatro di Pesaro il 4 ottobre 1947, con Francesca da Rimini, nel ruolo di Samaritana, l’opera venne diretta dal maestro Tullio Serafin. L’anno seguente interpretò Mimì in Bohème al teatro Duse di Bologna, opera che ripete a Forlì e a Ravenna cantando con l’amico bolognese Anselmo Colzani.

Frazzoni sulla nave diretta in Africa per rappresentare ben trentotto opere liriche.

Da queste prime apparizioni inizia il successo, gli appuntamenti a teatro per vedere la Frazzoni sono numerosissimi, nel ’49, due anni dopo la sua prima comparsa sul palcoscenico, venne chiamata ad interpretare la Carmen affianco a Mario del Monaco.

Nel 1951 dopo aver ottenuto un buon successo di pubblico interpretando l’Andrea Chénier, Pagliacci, Faust e Cavalleria Rusticana in un gran numero di teatri italiani, venne scritturata per ben trentotto recite nelle città principali del sud Africa.

Furono cinque mesi di grandi successi si esibì in tutto il suo repertorio includendo anche Tosca, la soprano era circondata da alcuni grandi nomi della lirica italiana; Beniamino Gigli, Tito Gobbi, Luigi Infantino.

Al suo rientro in Italia venne chiamata ad inaugurare la stagione lirica a Parma,  e arrivarono anche le prime richieste di trasferta nei teatri esteroi Al teatro di Zurigo ottenne un successo strepitoso con la Butterfly, opera che interpretò anche nei maggiori teatri italiani come Torino, Livorno, Venezia, Parma, Palermo, Roma e Milano.

La sua voce e il suo temperamento, che non delude mai, le fanno ottenere un ottimo successo con l’Aida al Cairo e ad Alessandria in Egitto , è ormai un’artista affermata e per quell’opera venne accompagnata da personaggi di grande rilievo, tra cui Gino Bechi la genovese Margherita Carosio e la giovanissima Renata Scotto. Nello stesso anno giunse una scrittura in Olanda e l’opera il Trovatore con Giacomo Lauri Volpi e Rolando Panerai.


Siamo nel 1955 ed è l’anno decisivo per la carriera della soprano: si imbatte infatti nell’opera Fanciulla del West, dove interpreta Minni, la protagonista femminile dal temperamento unico, dolce e ingenua e allo stesso tempo una vera e propria forza della natura. Questa figura calza a pennello per Gigliola Frazzoni ed è subito un successo. Solo in quell’anno venne rappresentata diciotto volte, dodici con Corelli quattro con Del Monaco e una con Prevedi. La Fanciulla del west fece la sua apparizione anche Alla Scala il 4 aprile 1956 con Corelli e Tito Gobbi, diretta da Votto, l’evento aveva messo in allerta tutto il pubblico perché erano ben dieci anni che l’opera non veniva messa in scena Alla Scala, fu un successo strepitoso. Molte testate giornalistiche commentarono e lodarono la Fanciulla del west apprezzando appieno la forza comunicativa della Nostra Soprano.

In questo stesso anno il maestro Antonio Votto la chiama Alla Scala di Milano per sostituire l’indisposta Maria Callas e interpretare l’Andrea Chènier.

Altra importantissima tappa della sua carriera fu la prima mondiale dei Dialoghi delle Carmelitane di Francis Poulenc, nel ruolo di Madre Marie, apparsa alla Scala il 26 gennaio 1957.

Un altro memorabile avvenimento furono le rappresentazioni della Fanciulla del West durante le olimpiadi nel 1960 a Roma alle terme di Caracalla per l’Opera di Roma con Anselmo Colzani e Gastone Limarilli, un successo seguito da tutta la stampa internazionale.

E fu proprio grazie alla Fanciulla del west che venne conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Le arrivarono anche delle richieste per recitare in America, purtroppo la soprano dovette sempre rifiutare per paura del volo in aereo.

 

 

Rappresentazione di Andrea Chérnier con Umberto Borsò

La sua specialità erano i ruoli drammatici, specialmente verdiani e pucciniani, nonché di compositori veristi come Mascagni, Leoncavallo e Giordano.

È detentrice di un Record imbattuto, ha infatti recitato ben ventidue volte consecutive Madama Butterfly con al fianco l’amico fraterno Gianni Raimondi diretti da Gavazzeni.

Durante la sua carriera non fu mai contestata, usava in teatro per il pubblico una forza comunicativa, un temperamento sanguigno e una tecnica interpretativa unica e rara. La sua ultima interpretazione fu la Cavalleria Rusticana nel 1979 all’Arena di Verona con Carlo Bergonzi.

E’ considerata una grande artista un Soprano dalle doti eccellenti, purtroppo ebbe la "fortuna/sfortuna" di esordire in un momento storico saturo di grandi nomi come appunto: Callas, Tebaldi, Scotto etc. che occuparono buona parte della scena teatrale.



Interpretò la Madama Butterfly ventotto volte consecutive, un record.



Citando nuovamente Andrea Fedrigo riguardo la carriera della Frazzoni scrive: <“Mi sembra non abbia mai voluto o potuto mettersi in mostra, come hanno fatto i suoi colleghi. E’ una cosa insolita per un soprano che ha avuto una carriera molto importante. Evidentemente mancando la “promozione” si deduce che i successi siano stati frutto esclusivo delle sue qualità artistiche. Tutto ciò è sorprendente, perché il temperamento, direi sanguigno, e la grinta sempre presente nelle sue interpretazioni, contrastano con questo modo di essere.> (tratto dal libro Gigliola Frazzoni La fanciulla del west)

Dopo aver definitivamente abbandonato la lirica è stata attrice di prosa a Spoleto diretta da Lina Wertmuller, ha continuato un percorso artistico impegnandosi nella pittura e ha diretto e collabora tutt’ora con diverse scuole di canto.

Attualmente vive a Bologna, sua città natale.

 
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